venerdì 13 dicembre 2013

RESIDUI SOLIDI


di LUIGI SCARDIGLI

Presentato alla libreria Lo Spazio un nuovo libro di Walter Tripi

PISTOIA. È un ragazzo serio, Walter Tripi, che si sta seriamente asfaltando il futuro: è studente universitario di Medicina all’ateneo fiorentino e anche in politica, seppur senza schieramenti netti, è uno dei più affidabili giovani rampolli del centro-sinistra. Quando scrive, però, diventa un’altra persona: né migliore, né peggiore, ma non lo si riconosce più, perché sfrutta, con aulica leggerezza, tutto il cosmo sintattico, finendo per ingannare, fino all’eccesso, il lettore che prova ad anticipare un epilogo, un fine, più o meno lieto.

È questa la sensazione ricevuta dopo aver terminato la lettura di Residui solidi (Edizioni della Meridiana, 10 euro), che l’autore, Walter Tripi, ha presentato ieri pomeriggio presso la libreria Lo Spazio, in via dell’Ospizio, a Pistoia. Il volume, maneggevole e facilmente trasportabile, ma terribilmente impegnativo, seppur fantastico, si sviluppa attorno a tredici racconti brevi, anzi, brevissimi, che non hanno apparentemente alcun legame morale, emotivo e storico l’un con l’altro; tredici sogni, altrettanti ricordi, o forse progetti, che certe volte sembrano chimere, altre incubi, sui quali è praticamente e soprattutto consigliabile evitare di trarre conclusioni, se non quelle suggerite da una scrittura pittorica, un barocco-ermetico che pare voglia smontare e dissacrare tutte le correnti di scrittura con le quali si rilegano libri e in virtù di queste si posizionano negli scaffali.
Un sognatore attento, un apolide con diritto di residenza, non qui, ma ovunque, un padre, un figlio, ma anche una moglie, una monade asessuata, con un punto di osservazione privilegiato non perché abbia una prospettiva ideale, ma perché nessuno riesce a scorgerne la presenza. Walter Tipi invece è lì, con un audio registratore di quelli che non si usano più, con la cassetta sulla quale vengono incisi rumori e parole, inavvolgibile, a patto che non si voglia correre il rischio di intrecciare il nastro e rendere inutilizzabile tutto il lavoro di memoria.
Ci sono più sogni che ricordi, in questo cofanetto che pare avere tutte le caratteristiche di una delicata strenna natalizia, ma solo perché le primavere vissute sono decisamente meno di quelle che dovrà ancora attraversare, cambiando abito e calzature, naturalmente, e non per moda, ma per non farsi trovare impreparato, guadando un fiumiciattolo apparentemente innocuo, da una pozza di fango nella quale, parecchi, prima di lui, han terminato il viaggio.

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[Venerdì 13 dicembre 2013 | 16:15 - © Quarrata/news]

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